Porchetta Programmata

…perchè non vorrei porcate!

No Norw!!! Sono in Norvegia

Posted on Gennaio 8th, 2008 by sciolè, filed in Norw Global

Ora mi troverete in quest'altro blog. Per chi non lo sa sto in erasmus Come here!! to www.nonorw.porchettaprogrammata.net

La religione è l’oppio dei popoli, e questo vale in ogni contesto (marx feat. Piero)

Posted on Dicembre 29th, 2007 by sciolè, filed in personal disputed
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l'aurora borealeL’umiltà è la prerogativa di colui che è umile. Nonostante esistano diversi modi di intendere questo termine nel quotidiano, una persona umile è essenzialmente una persona modesta e priva di superbia, che non si ritiene migliore o più importante degli altri. L’umiltà non va confusa con l’umiliazione, che è l’atto con il quale qualcuno viene indotto a vergognarsi, e non ha nessuna attinenza con la presente voce.

Nella religione e nella spiritualità, l’umiltà è generalmente considerata un valore positivo. Nelle religioni monoteistiche, l’umiltà può essere vista come una forma di rispetto dovuta al riconoscimento di un essere superiore.

Nel cristianesimo l’umiltà (spesso accostata alla mitezza) è considerata una virtù. Tra i benefici riservati agli umili dalla Bibbia compaiono l’onore, la saggezza e la vita eterna.

Al Mahatma Gandhi è attribuita la considerazione che la ricerca della verità, senza l’umiltà, è condannata a degenerare in una tremenda caricatura di sé stessa.

Anche il taoismo considera l’umiltà come una grande virtù. Le seguenti massime descrivono in che modo l’uomo saggio dovrebbe concepire la propria realizzazione in accordo al Tao Te Ching

[l’uomo saggio] agisce senza rivendicare il risultato come proprio; egli consegue l’obiettivo ma non vi resta aggrappato: — egli non desidera dimostrare la propria superiorità.

da wikipedia.it

Io mi incazzo troppo facilmente sorattutto su certi argomenti. Poi quando mi incazzo sono tentato a raschiare il fondo del barile. La  cosa più sbagliata che uno possa fare! Ma come ci si dovrebbe comportare?
E' proprio vero certe volte, "dimmi chi odi e ti dirò chi sei"

Consumatori alle stelle, fallimento proibizionista

Posted on Novembre 28th, 2007 by sciolè, filed in ciufolò
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ragazzo che scherza Il consumo di droghe nell’Europa del probizionismo cresce anno dopo anno. Ecco quanto emerge dalla relazione annuale dell’Osservatorio europeo di Lisbona sulle droghe e le tossicodipendenze presentato oggi a Roma alla presenza del ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero.
La cocaina è la sostanza stupefacente emergente. Il suo consumo è aumentato nell’ultimo anno, facendone la sostanza illegale più consumata dopo la cannabis e prima dell’ecstasy e delle anfetamine. Il dato emerge dal rapporto annuale dell’Osservatorio europeo, da cui emerge, appunto che a fronte di una certa «stabilizzazione» del consumo di cannabis aumenta, invece il consumo di cocaina. Sarebbero circa 4,5 milioni gli europei [di età compresa tra i 15 e i 64 anni] che hanno fatto uso di cocaina nell’ultimo anno, contro i 3,5 milioni dell’anno precedente. «Il quadro generale riferito lo scorso anno, che indicava una situazione in via di stabilizzazione, è messo in discussione dai nuovi dati che mostrano un incremento generale del consumo», spiega il rapporto, che parla di 400 decessi nello scorso anno in tutto il continente.
La maggior parte della cocaina sequestrata in Europa arriva all’America latina oppure attraverso l’America centrale e i Caraibi, mentre i paesi dell’Africa occidentale vengono utilizzati sempre più spesso come rotte di transito. C’è poi il consumo diffuso della cannabis, che ha ben altre conseguenza. Secondo l’indagine, «quasi un quarto di tutti gli adulti [circa 70 milioni di persone tra i 15 e i 64 anni] ha provato la cannabis almeno una volta nella vita». Tra i paesi che si collocano in testa alla classifica dei consumi di cannabis, i dati relativi alle tendenze recenti indicano che le percentuali si sono stabilizzate o stanno iniziando a diminuire in Spagna, mentre sono precipitate di circa 3-4 punti percentuali in Repubblica ceca, Francia e Regno Unito. Quanto alle altre droghe, il rapporto pubblicato a Bruxelles segnala in Europa 9,5 milioni di adulti che hanno provato una volta l’ecstasy. L’Italia si piazza al centro della classifica di consumatori di mdma. Per le anfetamine, e anche qui l’Italia è nella media, si registrano 11 milioni di consumatori «una tantum», 2 milioni nell’ultimo anno e un milione nell’ultimo mese. Infine gli oppiacei [cioè soprattutto l’eroina] il documento indica un «consumo problematico» che ha causato più di 7500 decessi.
Secondo l’Osservatorio, «potrebbero esserci 200 mila europei con un’infezione da virus Hiv che in passato hanno fatto uso di stupefacenti». A questo si aggiunge quella che il rapporto definisce «l’epidemia nascosta» di epatite C. Altro dato allarmante, tornano a salire i decessi per overdose. Insomma, la strategia decennale dell’Onu sulle «droghe illecite», che nel 1998 si propose di raggiungere la loro «soppressione o significativa riduzione» entro il 2008 è naufragata in un mare di consumi nuovi e comportamenti costretti alla marginalità e alla clandestinità. Nel marzo prossimo di questo fallimento si occuperà la riunione della Commissione sulle droghe narcotiche, ma la valutazione vera e propria della strategia decennale avverrà nella conferenza di Vienna del 2009.
Paolo Ferrero ha ricordato che «ad un anno e mezzo di distanza dall’insediamento del governo non si è ancora riusciti a discutere in consiglio dei ministri una modifica della Fini-Giovanardi che impedisce di fare una seria politica di lotta alle droghe, perché banalmente impedisce di attuare seriamente una politica di riduzione del danno che funziona nel resto d’Europa, nonostante vi sia una proposta mia e del ministro della salute. Ciò rappresenta un problema politico». Per il ministro è grave anche che non si riesca a discutere di una legge che vieti la pubblicità e che fissi alcuni elementi chiari sugli alcolici.

da carta.it 

Respirate a pieni polmoni

Posted on Novembre 17th, 2007 by sciolè, filed in green
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una centrale turbogasLeggete questo articolo. 200 posti di lavoro in cambio di qualche tumore http://indyabruzzo.indivia.net/article/1982 Ecco la produttività!! Schifate i no global, volete le multinazionali…eccole servite. Un bel respiro aaaaaa

Le notizie che non servono

Posted on Novembre 12th, 2007 by sciolè, filed in meeting pot
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da http://napoli.indymedia.org/node/1665
Tentato omicidio di un Rom nella capitale. Alzi la mano chi ha saputo della notizia!!

Nonostante le continue operazioni di insabbiamento da parte delle autorità italiane, coadiuvate dai media, la campagna razziale contro gli zingari continua a produrre esiti violenti, che gettano la comunità Rom nell'angoscia e nel terrore. Non conosciamo le conseguenze provocate dagli sgomberi, che hanno messo in strada in pieno inverno uomini, donne e bambini, anche se alcuni testimoni parlano di un dramma inimmaginabile. Sappiamo però che vi sono stati episodi di maltrattamento e abuso, culminati nell'aggressione da parte di una squadra di neonazisti nei confronti di quattro romeni innocenti, a Roma; nell'omicidio di Rozeta Duplea e nel rogo della sua baracca, a Milano; nella disperazione di una ragazzina romena residente in Friuli, che a 12 anni si è gettata dal secondo piano, scampando alla morte per miracolo. Dalla Romania Victor T. descrive l'esito delle espulsioni: "Non è vero che sono poche unità. Ho visto in tv lunghe file di persone, si parla già di 6 o 7000, in condizioni disperate. Mamme e bambini infreddoliti e malati: uno spettacolo che mi ha fatto piangere, perché quelli non sembravano esseri umani, ma animali". Ieri notte a Roma uno zingaro è stato aggredito in via Monte delle Capre. I criminali razziali che si sono avventati su di lui con coltelli e l'hanno ferito ripetutamente. Un largo squarcio sulla coscia sinistra avrebbe potuto risultare mortale se avesse tranciato la safena ( e chi fa uso di armi da taglio lo sa bene). Un tentato omicidio che resterà impunito, perché questa è la politica delle autorità italiane nei confronti degli aggressori razziali.

www.everyonegroup.com
www.annesdoor.com
roberto.malini@annesdoor.com

PS: ecco l'unico link altro link che riporta la notizia http://www.leggonline.it/viewnews2.php?file=news/ADN20071112094610.xml

Il Ragionamento induttivo

Posted on Novembre 8th, 2007 by sciolè, filed in Ma anche No!
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una statua che è in posizione da pensatoreDelle volte studiando informatica si hanno piacevoli sorprese. Cosi mi sono ritrovato su una definizione che vorrei proporvi, viste anche le discussioni che sono scaturite questi giorni. Ecco cosa è scritto nei lucidi del mio prof. di interazione persona computer dove si analizza la componente umana.

Cos'è il ragionamento induttivo?
Partendo da una serie di casi omogeni deduco una regola generale (inferenza o generalizzazione). Es:
- tutti gli elefanti che ho visto hanno la proboscite
DUNQUE
- tutti gli elefanti hanno la proboscite

L'inferenza è inaffidabile e facile da smontare portando un contro-esempio (un elefante senza proboscite). Inoltre non può mai essere provata completamente(se non esaminando sistematicamente tutti i casi).
Tuttavia è il modo naturale di generare nuove regole per la nostra vita quotidiana

Se ci pensiamo gran parte delle nostre regole sono create per generalizzazione e questo può diventare un problema se ci ragioniamo attentamente. Sia per noi che per gli altri.

La Casta…quella vera

Posted on Novembre 7th, 2007 by sciolè, filed in occidente, più pubblico meno privato

Non ci resta che…ridere

Posted on Novembre 6th, 2007 by sciolè, filed in g8

Enzo Biagi

Posted on Novembre 6th, 2007 by sciolè, filed in essilo

Cronache italiane

Posted on Novembre 4th, 2007 by sciolè, filed in sfascismo, meeting pot
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di Gabriele Polo  

Forse sarebbero bastati un paio di lampioni su quella strada, per evitare a Giovanna Reggiani il buio e l'orrore in cui è stata trascinata. Non sarebbero stati necessari decreti d'urgenza e leggi speciali che trasformano un delitto individuale nell'annuncio di un repulisti di massa. E non serviranno a salvare altre future vittime.
Di certo sarebbe bastata una maggiore attenzione alla vita quotidiana delle periferie per cercare una soluzione al violento degrado in cui giacciono migliaia di persone. Non serve inseguire la destra sul terreno che le è più naturale e vincente. Non servirà a cacciare le paure metropolitane e nemmeno - più in piccolo - a conquistare consensi elettorali. Servirebbe più Zavattini di «Miracolo a Milano» che Veltroni del cinema in festa.
Spesso la cronaca illumina più di qualunque analisi sociologica. E ci rimanda una società in cui la violenza è diventata la principale risposta che gli individui danno alla asperità quotidiane; in cui l'uso della forza definisce i rapporti tra le persone come tra i gruppi (anche quando si chiamano «nazioni») e, in quanto forza, fissa la gerarchia del potere tra i sessi, cui si aggrappa il maschile per rispondere alla propria crisi di egemonia, come una superpotenza un po' traballante usa la guerra per convincersi di essere ancora in sella. Quella cronaca poi ci parla di un'altra crisi, di una politica ormai incapace di sottrarsi alla dittatura della paura umorale, per dare solo risposte che cercano di rassicurare senza cambiare, oppure di spaventare senza risolvere. Cogliendo semplicemente l'attimo, come nel delirio su possibili frotte di tifosi capitolini pronti a uscire da uno stadio per dar vita a un pogrom di massa. E, allora meglio (pensa Amato) che il pogrom lo faccia lo stato, con la sua organizzata e legale autorità. Oppure che si accentui la «prevenzione repressiva» (dice Fini) cacciandoli tutti, quei derelitti potenzialmente criminali. E ci mostra - quella cronaca - un giornalismo guerriero, incapace di riflettere o semplicemente di distinguere e raccontare i fatti, che getta tutto in uno stesso calderone e confonde: tanto tra un campo sosta e una baraccopoli che differenza fa? tanto tra un rom e un rumeno, tra quest'ultimo e tutta la Romania, c'è persino assonanza lessicale.
Forse per battere la forza delle violenze quotidiane, per sottrarsi alla paura degli umori profondi, per battere l'insicurezza che da materiale diventa esistenziale, bisogna distinguere sempre di più, segnalare e segnare le differenze. Tra i sessi, tra le classi, tra gli stessi individui, trasformando la debolezza di oggi in una mite forza di domani, basata su convinzioni e bisogni, non sui muscoli: mutuo soccorso, non più «compattezza militare». Perché se il terreno del potere non può essere che quello andato in scena tra martedì e mercoledì scorsi (su una strada e in una sede di governo), allora è meglio ripudiarlo e cercare altrove un'altra relazione comune. Vale per chi vive in una baraccopoli, come per chi siede in un parlamento.

da ilmanifesto.it